Luglio 8, 2020 Notizie, Web 0 comment

Testo Unico per l’Edilizia: la riforma

Il riavvio dell’edilizia non comincia dai cantieri ma su carta. 19 anni fa il legislatore decise di non sottoporre a iter parlamentare le riforme del comparto edile, stabilendo quindi di elaborare un Testo Unico e non un Codice (come nel caso degli appalti). Si optò per una sistemazione organica della legislazione in corso, ad opera dell’esecutivo.

Nulla di particolarmente originale, ma un lavoro che riorganizzava la produzione legislativa accumulata nel succedersi di tempi, governi e, verrebbe da dire, accumulatori compulsivi seriali. Con un risultato imbarazzante nella sua incoerenza e spesso indecifrabilità. Un Testo Unico che metteva ordine in questo accumulo di regolamenti e provvedimenti legislativi (ogni articolo, nella prima stesura, era contraddistinto da una R se aveva contenuto regolamentare o da una L se aveva contenuto legislativo), per chiarirne anche la forza, la modificabilità ad opera del legislatore regionale e la prescrittività, venne approvato con atto amministrativo (DPR 380/01).

Numerosi tentativi a singhiozzo nel corso di governi succedutisi, hanno tentato di chiarire quali fossero le norme non modificabili cioè di principio. Difficoltà arginata da operazioni chiarificatorie su singole materie, prive di una visione organica d’insieme, che difficilmente venivano incontro ad un approccio concreto ispirato alla best practice.

Fin qui il passato.

La ristrutturazione organica e stabile è stata lungamente richiesta e il Sottosegretario Margiotta il 30 Aprile, in pieno lockdown, aveva anticipato nell’incontro in streaming organizzato dal Rotary Club Milano Porta Venezia che l’11 Maggio il Governo avrebbe presentato un piano per rimettere in moto il settore edile, un “Decreto Semplificazione” che tutti auspicavano.
Una riforma arrivata, oramai, alle ultime battute sul tavolo tecnico istituito presso il Consiglio Superiore dei lavori pubblici, che pare sarà completata entro il mese in corso. La bozza di provvedimento è costituita da oltre 130 articoli, distribuiti in quattro Titoli: contenuti e disposizioni generali; disciplina dell’attività edilizia; resistenza e stabilità delle costruzioni; sostenibilità delle costruzioni.

Alcuni focus su cui si sono concentrati i tecnici a lavoro sono, tra l’altro, le disposizioni orientate a:

  • favorire la sostenibilità delle costruzioni attraverso, ad esempio, l’impiego di materiali eco-sostenibili o di riciclo e la demolizione selettiva, istituendo una certificazione di sostenibilità degli immobili stessi;
  • disciplinare in modo più chiaro le procedure per la realizzazione delle opere di interesse statale;
  • ridurre il numero dei titoli abilitativi;
  • favorire i processi di demolizione e ricostruzione;
  • istituire il fascicolo del fabbricato, nel contesto di un sistema integrato del territorio;
  • istituire il concetto di classe di rischio di una costruzione, in particolare quella sismica, anche al fine della riduzione del rischio connesso;
  • eliminare la procedura dell’autorizzazione sismica preventiva.

Il decreto conterrà quindi delle proposte per la semplificazione, deburocratizzazione e agevolazione degli interventi in materia edilizia, essenzialmente volti ad esempio ad abbattere i tempi per la realizzazione delle opere legittime, incoraggiare la rigenerazione urbana in chiave green e a semplificare le opere di demolizione e ricostruzione.

Fabrizio Capaccioli
MD ASACERT

“La speranza, come sempre, è quella di avere un testo innovativo che prenda spunto dell’esperienza pregressa (siamo a 19 anni di applicazione) e che possa rilanciare e snellire le procedure edilizie. È stimato che il 54% dei tempi legati alla realizzazione di opere edili sia legato a procedure burocratiche. Un nuovo Testo Unico per l’Edilizia al passo con i tempi, più agile e chiaro e che possa favorire in modo concreto la ripresa delle attività, la rigenerazione urbana inderogabilmente in chiave sostenibile e circolare e non da ultimo lo snellimento delle procedure burocratiche anche grazie a sistemi di controlli affidati ad enti terzi e affidabili, in grado di supportare con efficacia e approccio spedito le attività edili dalla progettazione alla chiusura del cantiere, senza perdere in efficienza e serietà nelle verifiche.”