ECONOMIA CIRCOLARE: PROGETTATA PER AUTORIGENERARSI

Un nuovo paradigma del rapporto tra materia, produzione e consumo.

La Circular Economy mira a slegare lo sviluppo economico dallo sfruttamento delle risorse naturali esauribili e a ridisegnare attraverso la ricerca e lo sviluppo un nuovo sistema industriale della produzione, del consumo e del riutilizzo virtuoso delle materie.

7,6 miliardi di persone stanno oggi esaurendo le risorse prodotte da 1,7 pianeti come il nostro. Si calcola che nel 2050, 9.8 miliardi di persone consumeranno le risorse prodotte da 3 pianeti come la Terra. Ogni anno l’economia mondiale consuma quasi 93 miliardi di tonnellate di materie prime tra minerali, combustibili fossili, metalli e biomassa.

Di queste, solo il 9% sono riutilizzate.

source: Fao.org

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao), ogni anno viene sprecato circa un terzo del cibo prodotto nel mondo per il consumo umano, pari a circa 1,3 miliardi di tonnellate.

Lo spreco trasformato in opportunità riguarda tutto il sistema di relazione tra produzione e consumo: l’energia, il suolo, la progettazione, la costruzione, i materiali, il retail, i rifiuti, la ricerca scientifica, la bioeconomia, il benessere dell’uomo e degli animali.

Secondo la Commissione Europea i cui dati sono stati aggiornati da Banca Intesa, saranno 875 i miliardi di investimenti in Europa da qui al 2025 necessari per rendere circolare la nostra economia.

Investimenti che interessano il 60% della spesa media di ogni cittadino europeo e coinvolgono l’80% di consumo di risorse esauribili.

L’Italia è al primo posto tra i grandi Paesi UE per il recupero dei rifiuti, con il suo modello di produzione che si autorigenera. Tutto, o quasi, si ricicla e poco, o nulla, diventa rifiuto.

source: L’Economia circolare in Italia per il Next Generation EU, Symbola

Il trend di crescita tuttavia rischia di rallentare, e altri Paesi potrebbero presto sorpassarci.  È questo il quadro che emerge dal primo Rapporto nazionale 2019 del Circular economy network.

Non dobbiamo rallentare. Non ce lo possiamo permettere. L’Economia Circolare non è una scelta possibile di futuro. È l’unico futuro possibile. Lo sforzo straordinario che ci è richiesto deve puntare su un progetto di sviluppo durevole, in grado di assicurare maggiore occupazione, un benessere più esteso ed equamente distribuito, che può essere basato solo su un’economia decarbonizzata e circolare. – Le parole di Fabrizio Capaccioli  MD ASACERT – Nella nostra organizzazione ci impegniamo quotidianamente affinché il paradigma della circolarità sia sempre più diffuso, a cominciare dal comportamento dei singoli, dei collaboratori, degli stakeholders e promuoviamo collaborazioni e azione attive per la diffusione e il miglioramento delle performance circolari e sostenibili.”

ASACERT supporta azioni in favore di: bioeconomia, finanza sostenibile, protocolli energetico- ambientali in edilizia, principi di responsabilità etica, pubblica e privata, nuove definizioni di valore di prodotti e servizi, per la condivisione degli indirizzi proposti dalla Comunità Internazionale, dalle associazioni e startup più sensibili ai temi della sostenibilità e della circolarità. L’economia circolare, potenziata dall’innovazione tecnologica, è un driver strategico in grado di favorire l’affermazione di nuovi modelli di business, più efficienti e sostenibili, per superare la tradizionale linearità dei processi e passare ad una configurazione circolare dell’economia, ciclici, sostenibili, durevoli. Tutti insieme possiamo fare molto per favorire la transizione circolare delle filiere di riferimento, rafforzando la competitività del sistema italiano anche nel contesto internazionale.

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