22 Aprile 2021

“RESTORE OUR EARTH” – RIPARIAMO IL PIANETA. Azioni concrete, adesso. Non abbiamo un Pianeta B!

È il tema della giornata Mondiale della Terra, che ricorre da 51 anni, ormai. Oggi, il mondo intero, è chiamato a manifestare i propri intenti, oltre la riflessione. Il rallentamento economico correlato alla pandemia non è riuscito a frenare i fattori del cambiamento climatico, accelerandone anzi gli impatti, secondo un nuovo rapporto compilato dall’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO). Condizioni meteorologiche estreme combinate con COVID-19, hanno rappresentato un doppio colpo per milioni di persone nel 2020. Il 2011-2020 è stato il decennio più caldo mai registrato, con drammatici risvolti sullo sviluppo socio-economico, sulla migrazione e sugli sfollamenti, sulla sicurezza alimentare e sugli ecosistemi terrestri e marini. Le concentrazioni dei principali gas serra (CO2) hanno già superato 410 parti per milione (ppm). Il rallentamento economico ha temporaneamente depresso le nuove emissioni di gas serra, secondo l’UNEP, ma non ha avuto un impatto percettibile sulle concentrazioni atmosferiche.

Il rapporto sullo Stato del clima globale 2020 documenta gli indicatori del sistema climatico, comprese le concentrazioni di gas serra, l’aumento delle temperature terrestri e oceaniche, l’innalzamento del livello del mare, lo scioglimento e il ritiro dei ghiacciai e condizioni meteorologiche estreme. Sottolinea, inoltre, che il 2020 è stato uno dei tre anni più caldi mai registrati.

L’oceano assorbe circa il 23% delle emissioni annuali di CO2 di origine antropica nell’atmosfera e funge da cuscinetto contro i cambiamenti climatici. Tuttavia, la CO2 reagisce con l’acqua di mare, abbassandone il pH e portando all’acidificazione degli oceani. Questo, a sua volta, riduce la sua capacità di assorbire CO2 dall’atmosfera. L’acidificazione e la deossigenazione influenzano gli ecosistemi, la vita marina e la pesca. L’oceano assorbe anche più del 90% del calore in eccesso dalle attività umane. Il 2019 ha visto il più alto contenuto di calore dell’oceano mai registrato e questa tendenza probabilmente è continuata nel 2020. La calotta glaciale della Groenlandia ha perso circa 152 gigatonnellate di ghiaccio, tra settembre 2019 e agosto 2020.

Secondo il rapporto sullo stato del clima globale, fiore all’occhiello dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), la temperatura media globale nel 2020 era di circa 1,2 gradi Celsius al di sopra del livello preindustriale. Quella cifra è “pericolosamente vicina” al limite di 1,5 gradi Celsius sostenuto dagli scienziati per evitare i peggiori impatti del cambiamento climatico.

È per queste evidenze, che al vertice virtuale dei leader sul clima in programma oggi e domani (22-23 aprile), convocato dagli Stati Uniti d’America, il presidente Biden cercherà di stimolare gli sforzi delle principali economie per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, per mantenere l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2° C.

Stesso approccio per il Segretario Generale delle Nazioni Unite Guterres: “Siamo sull’orlo del baratro”. Il capo delle Nazioni Unite ha sottolineato che il 2021 “deve essere l’anno dell’azione”, chiedendo una serie di “progressi concreti”, prima che i paesi si riuniscano a Glasgow a novembre, per la COP26. I lavori della pre Cop si svolgeranno a Milano dal  28 al 30 settembre 2021, con  l’evento “Youth4Climate: Driving Ambition” e sarà sempre Milano che ospiterà dal 30 settembre al 2 ottobre la Conferenza Preparatoria, PreCop26.

Una mobilitazione senza pari, dal momento che il cambiamento climatico rappresenta un rischio per il raggiungimento di molti degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Una catena a cascata di eventi correlati che possono contribuire a rafforzare o peggiorare le disuguaglianze esistenti.

“C’è un gran bisogno di fare, di essere concreti. In linea di principio, tutti sono convinti dell’idea di cambiare lo stato delle cose, ma la differenza sta nella capacità di saper promuovere e realizzare la visione del futuro che si auspica per la comunità. Ogni nostra azione, dalla più semplice, deve concorrere al benessere dell’uomo e alla tutela dell’unico pianeta che abbiamo a disposizione. – Dichiara Fabrizio Capaccioli, AD ASACERT- Per quanto mi riguarda ho sempre avuto un approccio pragmatico, credendo nell’innovazione legata indissolubilmente ai temi della sostenibilità. Da Ottobre ho assunto l’incarico di Vicepresidente di GBC Italia, parte del World GBC, una rete presente in più di 70 paesi, che rappresenta la più grande organizzazione internazionale al mondo attiva per il mercato delle costruzioni sostenibili. Dobbiamo riuscire a progettare e costruire un futuro diverso, migliore di quanto non siamo riusciti a costruire fino ad oggi. L’idea di base – Conclude Capaccioli – è quella di garantire una “capacità di futuro”, cioè l’uso razionale delle risorse in modo da non compromettere la capacità delle risorse stesse di continuare a produrre valore nel tempo. Tutto deve concorrere al benessere dell’uomo e alla tutela dell’unico pianeta che abbiamo a disposizione.”

ASACERT agisce quotidianamente all’interno delle proprie strutture organizzative e nei confronti dei propri partners, clienti e stakeholders, portando avanti la propria visione di sviluppo, convintamente in linea con i princìpi della sostenibilità e della salvaguardia dell’ecosistema. ASACERT partecipa allo sviluppo e agli obiettivi delle organizzazioni che ne richiedono i servizi, rappresentando una parte integrante del valore e della reputazione nei confronti di clienti e stakeholders. Questo si concretizza nell’offerta di un’ampia gamma di attività utili a dimostrare la compliance alle normative vigenti in specifici settori, con innegabili risvolti positivi in termini di sostenibilità ambientale e sociale.

Il monitoraggio dei processi, la formazione e la qualifica del personale assumono un ruolo strategico; dotarsi di sistemi gestione certificati secondo gli standard ISO significa disporre di validi strumenti per il raggiungimento di importanti risultati, come migliorare l’efficienza delle risorse e operare in maniera più sostenibile e consapevole.

Occorre agire subito per salvaguardare l’unico pianeta che abbiamo a disposizione, perché “There’s No Planet B”!

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