30 Marzo 2021

Ponti e viadotti sicuri: pronti ingenti fondi per la manutenzione

1 miliardo e 150 milioni per monitoraggio degli elementi strutturali, rafforzamento dei piloni, demolizione e ricostruzione.

Arrivano altre risorse in materia di sicurezza per ponti e viadotti: province e città metropolitane hanno a disposizione, infatti, ulteriori 1,150 miliardi per il triennio 2021-23 per la manutenzione straordinaria di ponti e viadotti nella rete stradale di loro competenza. La ripartizione sarà effettuata insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Tra gli interventi ammessi, il monitoraggio anche tecnologico degli elementi strutturali, l’adeguamento delle barriere di sicurezza, il rafforzamento dei piloni e altre misure antisismiche o di protezione dal rischio idrogeologico. Nella manutenzione straordinaria rientrano anche le opere di demolizione e ricostruzione.

Primi importanti decreti, quindi, per il neonato MIMS (Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili) il nuovo dicastero che è andato a sostituire l’ex Ministero dei Trasporti. Province e Città metropolitane potranno mettere in atto interventi di manutenzione straordinaria di ponti e viadotti nella rete stradale di loro competenza. L’annuncio arriva dopo l’intesa Conferenza Stato-Città e Autonomie locali sul decreto ministeriale, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che ripartisce la cifra prevista inizialmente nel decreto-legge ‘misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia’ del 14 agosto 2020 (cosiddetto ‘Decreto agosto’) e rafforzata nella Legge di bilancio per il 2021.

Come si legge nella nota del MIMS, il decreto si inserisce in un programma più ampio di interventi per la manutenzione straordinaria della rete viaria secondaria nel triennio 2021-23. Nel complesso Province e Città metropolitane hanno infatti a disposizione finanziamenti di oltre 2,5 miliardi per il solo triennio 2021 – 2023, poiché con precedenti provvedimenti sono già stati assegnati circa 1,4 miliardi. Considerando le assegnazioni per area geografica, il decreto ripartisce circa 440 milioni a Province e Città metropolitane nel Nord Italia, 264 milioni agli enti del Centro e circa 446 milioni agli enti del Sud Italia. Risorse che, rispetto a quelle indirizzate alle grandi opere, possono produrre un più veloce ritorno in termini economici e occupazionali sui territori. Le strutture tecniche del ministero monitoreranno le attività dei soggetti attuatori per verificare il regolare sviluppo dei piani di intervento.

L’elenco completo con i fondi a disposizione è disponibile qui: https://www.mit.gov.it/sites/default/files/media/notizia/2021-03/Fondi%20Province%20e%20citta%20metropolitane.pdf

Sono passati quattro anni dalla tragedia del Ponte Morandi. A Genova, la ricostruzione ha corso veloce la sua gara contro il tempo, anche grazie al contributo concreto di ASACERT, a cui è stato affidato il delicato quanto cruciale compito di verificare la qualità del progetto e delle opere, anche attraverso il monitoraggio dei rischi assistendo, peraltro, ai collaudi. Un caso che fa scuola quello di Genova: alleggerimento della zavorra burocratica, regole ad hoc, poche parole e molti fatti. Il decreto-Genova (legge dello Stato del 15 novembre 2018): pochissime modifiche parlamentari, iter procedurale semplificato, un commissario unico per la ricostruzione – Afferma Fabrizio Capaccioli AD Asacert – Il ponte sul Polcevera, Genova San Giorgio, rappresenta oramai un’opera dal grande valore simbolico. Una sorta di monumento alla capacità di ricostruirsi dalle proprie ceneri. Esattamente come in questa fase della nostra storia, in cui siamo desiderosi di ricostruirci e lo faremo stavolta, anche attraverso un approccio al mondo edile e della sicurezza collettiva più resiliente, salubre e green. In una parola: sostenibile. Solo così – conclude Capaccioli – potrà inaugurare la nuova Italia.

 

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