5 Novembre 2021

La COP26 chiama, l’edilizia risponde

«Nella mia vita ho assistito a un terribile declino. Nella vostra potreste assistere ad una splendida ripresa».

È con queste parole che il grande naturalista David Attenborough, 95 anni, ha catturato l’attenzione dei leader mondiali per invitarli a fare della lotta ai cambiamenti climatici “un’opportunità per creare un mondo più equo”.

La COP26, conferenza internazionale sul clima, ha avuto inizio domenica 31 ottobre a Glasgow che si concluderà il 12 novembre. Un incontro cruciale per il futuro del nostro pianeta e che – si spera – porterà alla risoluzione di problemi sempre più evidenti e invadenti: quello principale, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO2).

Secondo l’ultimo rapporto dell’UNFCCC, l’acronimo inglese con cui viene indicata la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, si stima che nel 2030 le emissioni di gas serra potrebbero incrementare del 16% rispetto a quelle del 2010, portando la temperatura media globale a un aumento di 2, 7 °C entro la fine del secolo. Per evitarlo è necessario ridurre le emissioni globali del 45% entro il 2030. Diventa, dunque, fondamentale l’impegno di tutti, nessuno escluso: leader mondiali e singoli cittadini.

ASACERT, fortemente impegnata sui temi della sostenibilità, guarda a queste giornate di incontri con partecipazione. Dalle donne ai giovani, dalla deforestazione all’importanza della finanza, fino ai veicoli a zero emissioni: tutte le conseguenze e le possibili soluzioni per ribaltare l’impatto dell’uomo sul clima. I potenti della terra si confrontano, non senza contraddizioni e giochi di mediazioni e interesse, per l’accordo definitivo, perché tutto non finisca in un gigantesco dejà vu.

L’11 è la giornata dedicata al settore dell’edilizia che è chiamato a dare risposte in azioni concrete in quanto responsabile del 39% delle emissioni di gas serra. È necessario un cambio radicale di approccio da parte di tutta la filiera edile, ma anche da parte del cittadino: «Se prima di tutto non si è in grado di trasferire cultura, allora tale percorso potrebbe incombere in difficoltà. Per una strada più attenta all’ambiente, bisogna far comprendere al cittadino significati e vantaggi dell’edilizia green: il trasferimento di cultura diventa un passaggio obbligatorio». Così l’AD ASACERT e VP di GBC Italia, Fabrizio Capaccioli, durante la nona edizione del Salone dell’Innovazione e della CSR, tenutosi a Milano nel corso del panel dal titolo “Gli edifici del futuro? Sempre più green”.

Tuttavia, il processo di innovazione sostenibile nell’edilizia incontra spesso delle reticenze perché si pensa che questo tipo di edifici siano per le tasche di pochi. Tutt’altro. Capaccioli ha sottolineato che l’edilizia sostenibile attenta all’energie rinnovabili, all’utilizzo intelligente di materiali per il benessere del cittadino fuori e dentro casa, è davvero democratica e accessibile a tutti, senza alcun aggravio sui costi finali dell’immobile. Lo dimostrato i fatti: il lavoro fatto nella scuola Brancati di Pesaro ha ottenuto una Certificazione LEED Platinum, e per questo è la scuola più sostenibile d’Europa, unico progetto italiano candidato alla COP26 a Glasgow. Un appalto gestito con gli stessi costi dell’edilizia tradizionale. Tocca poi ai progettisti iniziare a voltare pagina, avvalendosi del lavoro di realtà come GBC Italia e ASACERT, i cui protocolli e interventi di verifica e certificazione, consentono di valutare gli edifici in termini di “prestazione” e di qualità dell’abitare.

Al link l’intervento di Fabrizio Capaccioli durante il Salone dell’Innovazione e della CSR.

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