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NOTIZIE ED EVENTI

GDPR 2018. La nuova frontiera del Data Protection
In vigore dal 25 maggio 2018 il nuovo Regolamento Europeo 679/2016 è guardato da molti come una minaccia, ma può
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100 % Italian Taste Certification, la ICCI-UK promuove il progetto Asacert
La nuova certificazione si affaccia sul mercato UK attraverso il numero autunnale del magazine pubblicato dalla Camera di Commercio italiana
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Certificazioni Qualità e Ambiente: obbligatoria la nuova versione 2015
A partire da marzo 2018 saranno ammessi solo audit a fronte delle nuove norme Si avvicina la fine del triennio
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Grande successo per il workshop sull’anti-bribery organizzato da ASACERT e ANRA
Il primo appuntamento dedicato alla certificazione ISO 37001 si è svolto all’interno della due-giorni che ha celebrato il 18° convegno
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Cresce dell’8% il numero di certificati ISO emessi lo scorso anno
Pubblicati i dati relativi ai certificati emessi dagli organismi accreditati come ASACERT: si evidenzia in particolare il boom della 50001
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Iper-ammortamento: ancora un anno di tempo per diventare un’Industria 4.0
Prorogata al 30 settembre 2018 la possibilità di ammortizzare al 250% gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione, per gli
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ISO 37001: il 19 settembre a Milano il workshop ASACERT-ANRA
Insieme all’Associazione nazionale dei risk manager per parlare di anti-bribery e compliance risk Come già lo scorso anno, ASACERT partecipa
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Al via i primi audit della ITA 0039, la certificazione di “italianità” ideata da ASACERT
A fine settembre saranno verificati i primi ristoranti del Gruppo San Carlo, leader della ristorazione italiana nel regno Unito. Parte
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Materiali da costruzione, in vigore le nuove regole
Maggiori responsabilità per fabbricanti e progettisti che dovranno prescrivere materiali conformi al Regolamento UE 305/2011 Con il Dlgs 106/2017 l’Italia
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Georgia: ASACERT è il primo player accreditato per le Ispezioni
Concluso l’iter di verifica, ASACERT LLC – branch georgiana del Gruppo – ha ottenuto il via libera dell’Organismo di Accreditamento
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ASACERT certifica il “top” della ristorazione italiana in Inghilterra
Dalla nostra specializzazione tecnica e dall’esperienza maturata in campo internazionale, nasce “100% Italian-Taste Management System | ITA 0039”, un nuovo
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ASACERT RILASCIA CERTIFICAZIONI ACCREDITATE UKAS PER 9001:2015 E 14001:2015
ASACERT UK, la branch inglese del Gruppo, arricchisce il proprio pacchetto certificazioni con la ISO 9001:2015 e la ISO 14001:2015
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Happy Birthday ASACERT Singapore!
Un anno fa ASACERT Singapore entrava a far parte del nostro Franchising Network. Negli ultimi dodici mesi la branch singaporiana, attiva
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Nuovo Codice Appalti: la polizza fideiussoria è tanto più “leggera” quanto più l’azienda è certificata
Nuovo Codice Appalti: la polizza fideiussoria è tanto più “leggera” quanto più l’azienda è certificata L’art. 93 del D.Lgs. 50/2016
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Oggi è la Giornata Mondiale dell’Accreditamento
Il 9 giugno si celebra in tutto il mondo il valore dell’accreditamento. L’iniziativa, istituita da IAF (International Accreditation Forum) e
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PRESS

Con l’approvazione definitiva della legge sul whistleblowing – la segnalazione da parte di un dipendente di un reato o di una condotta illecita commessa presso l’organizzazione in cui lavora – sbarca nei luoghi di lavoro uno strumento che dovrà essere maneggiato con cura.

Per quanto riguarda il settore privato, la legge stimola l’adozione dei sistemi di whistleblowing richiedendo di aggiornare i modelli di organizzazione previsti dal decreto legislativo 231/2001. La novità, quindi, interessa solo le imprese che adottano i modelli organizzativi finalizzati alla prevenzione dei reati, secondo il citato Dlgs 231.

Si tratta di modelli molto importanti perché, se sono ben strutturati ed effettivi (nel senso di prevedere misure realmente capaci di contrastare l’eventuale commissione di illeciti), consentono di evitare l’applicazione verso l’azienda dell’apparato sanzionatorio previsto nei casi in cui dipendenti realizzino condotte illecite nell’interesse dell’impresa medesima.

La nuova normativa prevede l’introduzione all’interno di questi modelli di uno o più canali che consentano ai lavoratori di presentare, a tutela dell’integrità dell’ente, segnalazioni circostanziate di condotte illecite.

Il punto delicato di questo meccanismo sta nel bilanciamento – che in concreto non sarà facile – tra le esigenze di tutela del segnalante e la prevenzione di un uso scorretto dello strumento.

È chiaro, infatti, che per agevolare l’utilizzo effettivo del whistleblowing devono essere assicurate delle condizioni tali da garantire alla persona che effettua la denuncia la piena riservatezza e un’adeguata strumentazione per fronteggiare eventuali azioni ritorsive da parte dei danneggiati.

La legge introduce queste garanzie per il segnalante, stabilendo il divieto di atti di ritorsione o discriminatori nei confronti dello stesso, con la conseguente nullità delle misure fondate su questi motivi (per esempio licenziamento, mutamento di mansioni).

Inoltre, la nuova disciplina pone in capo al datore di lavoro l’onere di provare che alcuni atti quali sanzioni disciplinari, demansionamenti, licenziamenti, trasferimenti, o altra misura organizzativa avente effetti negativi sulle condizioni di lavoro del dipendente, non hanno nulla a che fare con la segnalazione fatta da quest’ultimo in tempi precedenti.

Per assolvere in concreto questo onere il datore di lavoro dovrà, quindi, di volta in volta dimostrare in maniera oggettiva e rigorosa l’esistenza di una specifica ragione aziendale per l’adozione del provvedimento destinato al dipendente.

Il rischio di un uso scorretto dovrebbe, invece, essere scongiurato, nelle intenzioni del legislatore, con sanzioni disciplinari per le segnalazioni che risultino infondate a causa di dolo o colpa grave del segnalante; questa limitazione potrebbe non bastare a reprimere un utilizzo distorto dello strumento.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

Articolo Originale

Potenziare il contrasto alle infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti pubblici tramite la condivisione delle informazioni. Una collaborazione per fronteggiare l’espansione economica della criminalità organizzata che, come riscontrato nei procedimenti giudiziari, ricorre sempre più spesso alla corruzione per assicurarsi il controllo dell’azione amministrativa. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa fra Direzione nazionale antimafia e Autorità nazionale anticorruzione, firmato nella sede della DNA dal procuratore Franco Roberti e dal presidente Raffaele Cantone.

In base all’accordo, siglato anche alla luce delle nuove previsioni stabilite dal codice antimafia, la DNA potrà accedere alle informazioni disponibili presso il casellario delle imprese e la banca dati nazionale dei contratti pubblici, gestite dall’ANAC, per svolgere approfondimenti sugli operatori economici vincitori di appalti e accertare eventuali collegamenti con organizzazione mafiose. L’ANAC, da parte sua, inoltrerà periodicamente alla DNA le informazioni rilevanti in suo possesso, comprese le comunicazioni ricevute dalle Procure della Repubblica attinenti inchieste per reati di corruzione e gli operatori economici segnalati dalle Direzioni distrettuali antimafia che non risultano aver denunciato richieste estorsive all’autorità giudiziaria.

Nei casi in cui emergano sufficienti indizi per ritenere la sussistenza di condizioni di intimidazione o assoggettamento da parte di associazioni di stampo mafioso, l’ANAC comunicherà inoltre l’esito degli accertamenti compiuti nell’ambito di istruttorie o ispezioni affinché la DNA possa valutare, qualora ne ricorrano i presupposti, la possibilità di proporre l’amministrazione giudiziaria dell’azienda.

“Come è noto ma non ancora pienamente riconosciuto sul piano della normativa, la corruzione è da molto tempo lo strumento privilegiato dalla criminalità organizzata di tipo mafioso per penetrare nel sistema degli appalti e, più in generale, dell’economia legale”, dichiara il procuratore Franco Roberti. “Per questo è estremamente importante che le istituzioni responsabili della prevenzione amministrativa e della prevenzione e repressione giudiziaria facciano fronte comune condividendo i dati e le informazioni necessarie”.

“Per contrastare le infiltrazioni criminali nell’economia è essenziale garantire la circolarità delle informazioni che vari soggetti detengono per le loro finalità istituzionali” afferma il presidente dell’Anac Raffaele Cantone. “La collaborazione fra l’Autorità e la Direzione nazionale antimafia rappresenta dunque un tassello particolarmente importante per rendere la lotta alla corruzione ancora più efficace, perché consentirà fra l’altro una profonda interazione fra le rispettive banche dati”.

 

Fonte: Specchio Economico

Articolo originale

08/11/2017 – Si allarga il raggio d’azione degli appalti verdi. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 11 ottobre 2017 che fissa i criteri ambientali minimi (CAM) da seguire nell’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, la ristrutturazione e la manutenzione degli edifici pubblici.
  Il decreto rientra tra le norme attuative del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016) e modifica il DM 11 gennaio 2017, che ha definito i criteri ambientali minimi per gli arredi interni, l’edilizia e i prodotti tessili, stabilendo gli accorgimenti da tenere presenti nella fase di progettazione.

Criteri ambientali minimi
Il documento s’inserisce nel Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione (PAN GPP), che mira alla diffusione degli appalti verdi per l’abbattimento dei consumi.
L’obiettivo dei CAM è assicurare prestazioni ambientali al di sopra della media del settore in un’ottica di ciclo di vita. Il decreto prevede per questo che le leggi regionali con prestazioni ancora meno impattanti prevalgano sui CAM.
I CAM, precisa il decreto, non si sostituiscono, ma si aggiungono a quelli normalmente presenti in un capitolato tecnico.
Il decreto prevede una serie di requisiti premianti per la valutazione delle offerte, come la redazione della proposta da parte di un progettista esperto sugli aspetti energetici e ambientali degli edifici e l’utilizzo di materiali riciclati.
Per evitare che in fase di esecuzione siano apportate modifiche non conformi al progetto, il decreto stabilisce che nel bando sia indicato chiaramente che sono ammesse solo varianti migliorative.

Criteri ambientali minimi e programmazione delle gare
Prima della definizione di un appalto, l’Amministrazione deve valutare se sia realmente necessaria la costruzione di un nuovo edificio o se non si possa invece adeguarne uno esistente migliorando la qualità del costruito, considerando anche l’estensione del ciclo di vita utile degli edifici e favorendo il recupero dei complessi architettonici di valore storico artistico.
Successivamente, la Stazione appaltante deve accertare che la progettazione sia affidata a professionisti abilitati e che la diagnosi energetica sia affidata a professionisti esperti e certificati ai sensi delle nome UNI 11339 o UNI 11352, o UNI  EN  ISO 16247-5.
La stazione appaltante può selezionare i progetti sottoposti ad una fase di verifica valida per la successiva certificazione dell’edificio secondo uno dei protocolli di sostenibilità energetica ed ambientale degli edifici di livello nazionale o internazionale (ad esempio Breeam, Casaclima, Itaca, Leed,  Well).

 

Fonte: EdilPortale

Articolo Completo

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha finanziato 32 progetti di efficientamento del patrimonio edilizio dello Stato.

Via libera a 60 milioni di euro di finanziamenti per la riqualificazione energetica degli immobili della Pubblica Amministrazione centrale (PA).
 Il Ministero dello Sviluppo Economico ha, infatti, approvato, con DM 21 settembre 2017, il programma di riqualificazione energetica della PA per il 2016.

Il programma prevede il finanziamento di 32 progetti, di cui tre qualificati come esemplari perché in grado di assicurare un risparmio energetico superiori al 50% rispetto ai consumi annuali ex ante.
 L’importo per la realizzazione del programma è circa 60 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai 73 milioni già allocati per il PREPAC 2014-2015 in corso di realizzazione.
 La realizzazione dei due programmi consentirà di riqualificare nel triennio 2014-2016 una superficie complessiva di 1,4 milioni di metri quadri, con un tasso annuo di circa il 3,2% che va oltre il tasso minimo del 3% richiesto dall’Unione Europea.

 

Fonte: Edilportale

« La crescita sul mercato italiano continua – spiega Alessandro Zucchi, presidente di Acimit – seppure su ritmi più contenuti. Le misure relative a Industria 4.0, previste nella prossima Legge di Bilancio, potranno tenere viva la spinta verso quel processo di digitalizzazione necessario all’intera filiera del tessile italiano. Importante è soprattutto l’attenzione rivolta dal Governo alle risorse umane, focalizzata sul credito d’imposta per l’attività di formazione avviata in materia di Industria 4.0. Un’industria efficiente e produttiva – conclude – non può prescindere dalla preparazione e dal livello conoscitivo delle proprie risorse umane».

 

Fonte: IlSole24Ore

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